Totalitarismi

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2020-02-17 Tutto il giorno

Ripassa le unità didattiche del modulo che stiamo svolgendo relative alle diverse forme di totalitarismo (comunista, fascista e nazista). Quindi, dopo aver letto la pagina del manuale di Storia (p. 320) sulle diverse concezioni del totalitarismo , rispondi al seguente quesito:

  • In che senso e con quali eventuali limiti possiamo considerare il regime di Stalin, quello di Mussolini e quello di Hitler forme di totalitarismo? (Puoi rispondere a questo quesito, se credi, anche attraverso un confronto tra questi tre regimi)

36 pensieri su “Totalitarismi

  1. I regimi totalitari sono forme di potere caratterizzate dalla supremazia della classe dirigente; dalla lotta senza esclusione di colpi alla libertà di stampa, pensiero e associazione; alla continua sollecitazione ideologica delle masse come strumento di controllo della nazione a favore di un leader, particolarmente rappresentativo e carismatico, e di un partito unico.Un altro aspetto su cui bisogna soffermarsi è quello della caratterizzante ricerca di un nemico comune dei regimi totalitari, spesso rappresentato da persone di diverse etnie o da rivali politici.
    Nei regimi di destra il ruolo di nemici e in un certo senso di capri espiatori dei fallimenti e delle difficoltà dei governatori furono i comunisti.
    Nell’Unione Sovietica, invece, i kulaki, cioè i piccoli proprietari terrieri, furono perseguitati con l’accusa di essere la causa della fame della popolazione russa.
    Il regime nazista, tuttavia, si distinse da tutti gli altri per un aspetto in particolare, ovvero l’antisemitismo (a cui nel 1938 aderì anche Mussolini,ma forse più per sostenere l’alleato che per propria iniziativa).
    Dunque il nazismo promosse lo sterminio globale degli ebrei e il dominio del “forte sul debole”, considerando gli ariani predestinati alla supremazia.
    Altre differenze riguardano il rapporto tra la chiesa ed il potere politico.
    Il fascismo, a causa del ruolo preminente che la Chiesa cattolica esercitava sulle masse popolari italiane, fu obbligato a prendere accordi con il Vaticano, ricavando dai Patti Lateranensi un enorme seguito di consensi.
    Il nazionalsocialismo, al contrario, rifiutò sempre vigorosamente la religione, preferendo proporre in alternativa nuovi culti, cioè quelli della razza, della terra e del sangue, e una fede incondizionata nel leader.
    Il fascismo fu invece limitato nel suo potere dalla figura del monarca.
    Un aspetto che fu motivo di una certa debolezza del regime se confrontato a quello nazista, nel quale Hitler, dopo la morte di Hindemburg, divenne Presidente della Repubblica e Capo del Governo allo stesso tempo.Tutti e tre i regimi totalitari sono comunque accomunati dall’importanza data alla propaganda.
    Furono numerosissimi infatti i cinegiornali, le trasmissioni radio, le riviste ed i quotidiani assoggettate completamente ai governi; La stampa che non era direttamente gestita dallo stato era sottoposta a una rigida censura.
    Tutti e tre i movimenti poggiano le loro basi sullo scontento dei reduci di guerra, e sulla difficile situazione economica e sociale che le loro nazioni stanno vivendo.

    1. Le informazioni sono sostanzialmente corrette, ma il confronto non è molto lineare. Forse sarebbe bastato un capoverso in cui rapidamente confrontassi i tre regimi. Poi vi sono piccole incongruenze. Prima scrivi che per i regimi di destra i “capri espiatori” (meglio: il capro espiatorio) furono i comunisti. Poi, qualche riga sotto, appaiono gli Ebrei…

  2. Senz’altro il fascismo instaurato in Italia dalla figura di Mussolini e il nazismo instaurato in Germania da quella di Hitler possono essere considerate due forme di totalitarismo. Per quanto riguarda l’ascesa del fascismo, quest’ultima fu ottenuta in modo relativamente legale dal momento che dopo la marcia su Roma del 1922, Mussolini ottiene regoloarmente l’incarico come capo del governo e la fiducia del Parlamento. Nel 1924 vince le elezioni e superata la crisi conseguente al delitto Matteotti, formula, secondo procedure “corrette” dal punto di vista legale, leggi restrittive delle libertà civili e politiche, fino ad instaurare una dittatura. Anche Hitler, un decennio dopo, segue la medesima strada “legale”, sfruttando la fragilità istituzionale dell’articolo 42 della Repubblica di Weimar, il consenso popolare e l’uso sapiente dei nuovi mezzi di comunicazione di massa e di propaganda. mirata(come fu anche per Mussolini). Entrambi i sistemi attuati da questi due personaggi sono sistemi di tipo totalitario, dal momento che senza la presenza di queste due figure carismatiche, che ricordano Napoleone,Cesare e Cromwell, non sarebbe stato possibile attuare politiche di questo tipo.
    Il nazismo di Hitler è però (se vogliamo chiamarlo così) il modello del totalitarismo poiché a differenza di Mussolini che fu costretto a scendere a patti con la chiesa, la monarchia e la borghesia per il bisogno di sostegno, Hitler è trasparente sulle proprie intenzione e sulla propria natura e instaura un’organizzazione totalitaria cambiando totalmente il sistema normativo e modificando ogni aspetto della vita privata.
    Per quanto riguarda lo stalinismo, quest’ultimo, più che totalitarismo può essere inteso come “deviazione” del socialismo da vie legali e democratiche. Lo stalinismo conserva infatti la parvenza di democrazia come dimostra il processo di destalinizzazione dell’ U.R.S.S. (il partito comunista “regna” senza la figura di Stalin; cosa non possibile nel caso del fascismo e del nazismo che non sarebbero mai stati possibili senza le rispettive figure autoritarie e “trascinanti”)

    1. Un’interpretazione legittima, anche se non l’unica possibile (molti considerano lo stalinismo un totalitarismo pieno).

  3. Il regime di Stalin e di Hitler possono essere considerati come una vera e propria forma di totalitarismo, perché è tipico di questi regimi pensare al terrore come qualcosa di necessario; nel caso della Russia i kulaki venivano visti come nemici del popolo perché erano contadini arricchiti e quindi sono stati uccisi, espulsi o torturati all’interno dei gulag assieme a tutti coloro che erano contro il regime. Nel caso del regime nazista invece il totalitarismo compare in meno di tre mesi, con la comparsa della Gestapo e i corpi delle SA e delle SS, che miravano ad essere il corpo di protezione del Führer e allo stesso tempo “l’anima nera” del totalitarismo nazista. Per Hitler lo Stato era la rappresentazione della comunità e il popolo ariano doveva essere pronto al sacrificio, finendo così per assorbire la sfera privata in quella pubblica.
    Ciò che si può affermare con sicurezza è che dei tre regimi, quello fascista è sicuramente il meno totalitario. È da ricordare infatti che il re incarica Mussolini di fare il governo e lo sostiene e nessun cattolico o liberare si oppone alla scelta del re, dandogli così la maggioranza. Il passaggio dallo stato liberale a quello fascista è avvenuto in maniera legale, ma riconosciamo un carattere totalitario nell’emanazione delle leggi che vengono fatte dal governo stesso e che vanno considerate come un’anticamera del dispotismo e nella vita privata che entra a far parte del regime, privando il singolo di qualsiasi libertà.

  4. Definire il Fascismo, il Comunismo e il Nazismo tre regimi totalitari più o meno simili è un’approssimazione decisamente sbagliata; infatti si possono notare somigliante tra il Fascismo e il Nazismo che però sono molto diversi dal Comunismo di Stalin. Quest’ultimo a parere mio è molto più simile ad un regime autoritario, in quanto il sovrano era completamente distaccato della popolazione e non necessitava di alcun tipo di propaganda per accrescere il consenso delle persone e, di conseguenza, il suo potere. Il Fascismo di Mussolini può essere definito, solo in parte, un regine totalitario, infatti il Duce, quando era al potere, dovette “condividerlo” con la chiesa e il re. Tutto il potere di Mussolini derivava dalla propaganda. Infine il Nazismo, regime autoritario per antonomasia, infatti il Hitler aveva il potere assoluto e poteva decidere il futuro della sua nazione come riteneva più giusto; tutto questo era alimentato da una forte e costante propaganda che accrescendo il consenso pubblico di conseguenza accresceva anche il potere del Fuhrer.

    1. Senz’altro condivisibile la tua analisi del fascismo. Non è chiaro perché tu consideri il nazismo un regime autoritario e non totalitario, in base a come tu stesso lo dipingi. Riguardo al comunismo, si può cercare di difendere l’idea che fosse un regime autoritario e non totalitario (con riferimento, però, soprattutto alle fasi precedenti e successive a Stalin). Tuttavia, non mi sembra che si possa dire che il Capo (non un “sovrano”!) “era completamente distaccato della popolazione e non necessitava di alcun tipo di propaganda per accrescere il consenso delle persone e, di conseguenza, il suo potere”. Al contrario abbiamo visto esempi di propaganda martellante di marca staliniana e del bisogno che anche Stalin sembrava avere del consenso del popolo (durante le adunate nella Piazza Rossa, all’inaugurazione della metropolitana di Mosca ecc.).

  5. con totalitarismo si intendono quei regimi politici del novecento in cui un unico partito deteneva tutto il potere dello stato e controllava l’intera società civile (identificazione del partito, società, stato).
    rispettivamente ci sono tre tipi di totalitarismo in Europa in questo periodo: il fascismo (in Italia con Mussolini), il nazismo (con Hitler in Germania) e lo stalinismo (con Stalin nell’URSS).
    questi tre esempi di regimi hanno come parametri di riferimento la ricerca del consenso; l’uso del terrore; una forte ideologia che proporne un uomo nuovo per un mondo nuovo (razza pura, in Germani e Italia, o per classe, in Russia); un capo carismatico che si rapporta alle masse (Mussolini Hitler, Stalin); controllo totale dei mezzi di comunicazione e propaganda; monopolio dell’uso della forza militare e controllo sistematico della economia.
    in Italia, il fascismo ha dei punti fondamentali che sono: la difesa dell’ordine costituito; la formazione di uno stato forte; esaltazione della nazione italiana; avversione al socialismo e antiparlamentarismo.
    in Germania, i punti fondamentali sono: rifiuto degli esiti della prima guerra mondiale e del trattato di Versailles; la purezza della razza e il mito dell’arianesimo; l’anticomunismo; la conquista di nuovi territori.
    nell’URSS, i punti focali sono: devozione mistica verso il popolo contadino; rifiuto dell’industrializzazione; estinzione delle classi sociali.
    per quanto riguarda i limiti di questi tre totalitarismi, non capisco bene cosa si intenda.

    1. L’analisi è fine e dettagliata. Per “limiti” del totalitarismo si intendono quei fattori che rendono una forma di totalitarismo non piena o imperfetta. E’ il caso ad es. del totalitarismo fascista, giudicato imperfetto perché il potere di Mussolini era limitato da quello della Chiesa e del Re.

  6. I regimi di Stalin, Hitler e Mussolini possono essere considerati forme di totalitarismo perché sono caratterizzati dalla supremazia della classe dirigente e si fondano sulla repressione di ogni possibile opposizione; tutti e tre i regimi hanno a capo un leader indiscusso che si rapporta direttamente alle masse. Per quanto riguarda il fascismo però si parla di totalitarismo imperfetto, poiché Mussolini fu costretto fino al 1943 a condividere il potere con il Re e inoltre la chiesa continuava ad esercitare la sua influenza sugli italiani.
    I regimi totalitaristici hanno in comune l’obiettivo di manipolare le masse a loro favore e politicizzarle facendo uso della propaganda e del terrore

    1. Buona analisi, quasi esauriente (manca forse un accenno alle differenze tre regimi nazifascisti e comunisti). Attenzione che l’aggettivo non è “totalitaristico”, ma “totalitario”.

  7. Parto dicendo che il totalitarismo necessitava di carisma e potere, ingredienti per cui i paesi potevano affermarsi come potenze sfruttando ogni mezzo. Questi ingredienti sono comuni ai tre regimi: comunismo, fascismo, nazismo.
    Il fascismo, con a capo Mussolini, eliminò la libertà di opinione con le leggi del 26; inoltre dichiarò illegale qualsiasi altro partito che non fosse PNF.
    Il Nazismo, guidato da Hitler, fece della Germania una vera e propria macchina da guerra per riuscire ad affermare la razza tedesca superiore a qualunque altra razza. Di qui il genocidio.
    Stalin infine, per consolidare il socialismo in Russia, trasformò il paese in una grande potenza economica introducendo principi autoritari.

    1. Non è del tutto esauriente. Carisma ed esercizio del potere contraddistinguono anche regimi democratici, come quello americano al tempo di Roosevelt. Non è chiaro il rapporto tra i brevi tratti che associ a ciascun regime e il carattere del totalitarismo. Dal tuo testo sembrerebbe, ad es., che quello staliniano fosse un regime piuttosto autoritario che totalitario.

  8. Possiamo considerare i tre regimi forme di totalitarismo perché non si limitano solamente a operare nel campo della vita politica ma invadono anche la sfera privata, limitando la libertà individuale e a tale proposito si individuano atti di repressione e di controllo continui che sfociano nella violenza e causano terrore.

  9. Il termine è stato creato per indicare la dottrina politica del fascismo italiano e, successivamente, del nazismo tedesco. Questo tipo di organizzazione della società fu sperimentato per la prima volta in Unione Sovietica da Lenin e poi radicalizzato da Stalin. Mussolini e Hitler ne copiarono le caratteristiche, adattando i loro totalitarismi alle esigenze dei propri movimenti.
    Ma vediamo le differenze: Stalin in Unione Sovietica ha portato avanti le idee di Lenin, che voleva la società moderna fondata sul socialismo e sull’abolizione della proprietà privata. Mussolini in Italia viene cacciato dal Partito Socialista e fonda il Movimento fascista; grazie alla marcia su Roma si impossessa del potere politico. Mussolini, però, non è un capo di Stato “rivoluzionario”, infatti, inizialmente non stravolge il sistema politico italiano. Hitler in Germania, grazie a una concatenazione di cause a lui favorevoli riesce a farsi eleggere nel parlamento tedesco.
    Hitler porta avanti il pensiero nazista che diventa la dottrina del popolo tedesco; il nazismo, infatti, non è solo una corrente politica, bensì una vera e propria dottrina di pensiero che investe qualsiasi campo della vita del tedesco nazista.

    1. Distingui diversi aspetti dei regimi che esamini, ma perdi di vista la questione del totalitarismo. In che senso ciascuno dei tre regimi fu totalitario e in che senso p.e. il fascismo non fu pienamente tale?

  10. Possiamo considerare i 3 regimi forme di totalitarismo inquanto tutti e tre eliminarono i propri nemici politici per non avere opposizioni. Quello nazista e fascista presero il comando in modo legale, quello comunista tramite un colpo di stato. Per quanto riguarda il regime fascista, si può dire che abbia avuto certi limiti, infatti Mussolini dovette condividere il potere con il sovrano Vittorio Emanuele III e concedere alla chiesa cattolica di continuare ad aver influenza sulla popolazione. Per il regime sovietico, invece, era il timore di Stalin di un tradimento da parte dei suoi stessi alleati e membri di partito a risultare un limite perché ciò portò anche all’assassinio o allontanamento di buona parte di quest’ultimi.

    1. Forse il totalitarismo non consiste solo nell’eliminare i propri nemici politici, non credi? Comunque, se così fosse, il regime di Stalin, come da te descritto, sarebbe un modello, ma tu, in riferimento alla sua politica di terrore, alludi a limiti. Eliminare gli avversari interni non era certamente percepito come un limite, ma come un successo del totalitarismo staliniano (peraltro tra i caratteri del totalitarismo, in generale, che non citi vi è proprio la capacità di governare col terrore).

  11. Il fascismo italiano, come il nazionalismo e il stalinismo sono considerati “totalitari” per il loro ruolo imposto di controllo e direzione da una politica basata sulla violenza e il terrore attraverso numerose repressioni e persecuzioni (di milioni di persone). Altre caratteristiche comuni di queste dittature sono la figura degli “uomini di massa” di Mussolini, Hitler e Stalin, che rappresentano il potere del partito, e la loro tendenza ad usare la forza per la creare un certo tipo di società, dove la vita pubblica coinvolge anche quella privata.

  12. tutti e tre i regimi, fascista, nazista e comunista, sono regimi totalitari; questo perchè tutti e tre i regimi sfruttarono il malcontento generale della popolazione per salire al potere e in seguito mantenerlo attraverso una politica di terrore e violenza. Inoltre questi regimi riuscirono ad influenzare profondamente la vita di ogni persone in ogni minimo dettaglio. Ciò che però distinse il regime di Stalin e quello di Hitler da quello di Mussolini fu lo sterminio di massa nei confronti dei kulaki e degli ebrei, sebbene la persecuzione di Stalin era volta a conquiste economiche (sfruttamento dei terreni di campagna, costruzione delle ferrovie,…) mentre l’obbiettivo delle persecuzioni di Hitler era la purificazione della razza ariana.

    1. Senz’altro il fascismo fu un regime meno sanguinario, almeno all’inizio. Inoltre, fu un totalitarismo “imperfetto”. Ti ricordi perché?

  13. Nel caso italiano possiamo definire il fascismo totalitarista dato che c’è una sovrapposizione dell’ambito pubblico e quello privato, ciò toglie la libertà del cittadino.
    Nel caso tedesco, invece, avviene un processo simile ma che fin dalle origini è molto chiaro e schietto sui suoi obiettivi, eliminando avversari politici del partito e in particolare gli ebrei, considerati popolo inferiore.
    Infine spostandoci verso est troviamo la Russia, che come la Germania attua una politica di repressione del pensiero, però cercando di nascondere ciò al grande pubblico.

    1. Non metti in luce tutti i tratti caratteristici del totalitarismo. Inoltre non è chiaro quell'”invece”. Si tratta solo di due modalità diverse di realizzare un regime totalitario? Ma quali sono esattamente le differenze? Perché quello fascista fu detto “totalitarismo imperfetto”? Infine, non si dice “totalitarista”, ma “totalitario”.

  14. Le caratteristiche per le quali a Hitler, Mussolini e Stalin si può attribuire il termine regimi totalitari sono: la presenza di un leader carismatico (sia esso di destra o di sinistra) con diversi appellativi; la contrapposizione ai pilastri del pluralismo democratico, in quanto per definizione un regime totalitario prevede la supremazia di un singolo individuo o di una classe dirigente sugli organi rappresentativi (ai tre leader spettavano le decisioni più importanti sul destino del paese, in relativa autonomia rispetto agli altri organi statali come il Parlamento, che ebbero un ruolo estremamente marginale); la costante pressione ideologica sulle folle attraverso gli strumenti di propaganda.
    In Germania l’adesione al programma ideologico fu ottenuta attraverso la repressione del dissenso, soprattutto a opera della Gestapo, e la sollecitazione del consenso tramite provvedimenti populistici; inoltre venne attuata una politica razzista, discriminatoria soprattutto nei confronti degli ebrei che, insieme a oppositori politici, zingari e omosessuali furono persino rinchiusi nei campi di concentramento.
    Nell’Unione Sovietica non venne lasciato spazio all’azione privata, la quale venne soppressa con la collettivizzazione delle terre e dei mezzi; si iniziò un conflitto contro i kulaki, i contadini agitati, ritenuti nemici del forte potere statale; inoltre vennero reintrodotti i gulag e attuate epurazioni sistematiche contro gli avversari politici reali o immaginari.
    Anche in Italia si organizzò una politica repressiva nei confronti delle opposizioni, eliminando le autonomie locali, e soprattutto venne forzato secondo il volere del leader Mussolini il legame con la scuola e la Chiesa.

    1. La risposta è ampia ed esauriente. Tuttavia, la trattazione separata, nella seconda parte, dei tre tipi di regime nuoce un po’ al confronto. Non metti ad esempio nella giusta evidenza le differenze tra questi regimi, in particolare spiegando in che senso del fascismo si poté dire che fu un “totalitarismo imperfetto”.

  15. Possono essere considerati tutti e tre totalitari perche regolavano la liberta di parola e stampa oltre all uso della polizia per l’oppressione di coloro che si opponevano al regime

  16. Il fascismo in Italia, il nazismo in Germania il comunismo in Russia rappresentano tre esperienze storiche formatesi nel periodo tra le due guerre mondiali. Sono accomunati dai tratti del totalitarismo, il regime politico basato sul partito unico e sull’obbedienza incondizionata al suo leader, sul rifiuto delle libertà politiche, sulla repressione contro i nemici politici, sulla presenza totalizzante dello stato in ogni aspetto della vita sociale degli individui, gruppi e strutture collettive.
    Fascismo, nazismo e stalinismo furono tre regimi che ebbero molto in comune. In primo luogo la centralità dello stato basato sul partito unico.

    1. Differenze? Aspetti diversi del totalitarismo realizzati da ciascuno di questi regimi? Erano tutti ugualmente totalitari?

  17. Scrive Courtois: “Da una logica di lotta politica si scivola presto verso una logica di esclusione, quindi verso un’ideologia dell’eliminazione e, infine, dello sterminio di tutti gli elementi impuri”. Tutti e tre i totalitarismi del XX secolo possono essere definiti totalitari proprio perché corrispondono,ognuna di esse divergendo per piccoli aspetti, al significato di tale parola. “Il totalitarismo è un potere che non annulla l’esistenza ma la regola; non tiranneggia, ma comprime, snerva, logora e stordisce un popolo, finché non sia tutto quanto ridotto a un gregge di animali timidi e industriosi di cui il governo è pastore”.

    1. Interessante la tua tesi, ma ometti di argomentarla con riferimenti puntuali a ciascuno dei tre totalitarismi (in che senso soddisfano la definizione di Courtois?).

  18. Il regime di Stalin di Mussolini e di Hitler sono tutti e tre dei regimi totalitari.
    In questi regimi non era tollerata ne l’opposizione verso il regime stesso ne ideali diversi da quelli imposti dal regime.
    In tutti e tre i regimi c’era il monopartito, il diritto di sciopero in Italia ed in Germani erano stati aboliti assieme ai sindacati stessi.
    Il cinema , i giornali e le radio erano controllate dal regime, c’era un forte controllo sulla popolazione sopratutto dal regime nazista dove era stata creato un corpo di polizia apposito per raccogliere informazioni sui cittadini e trovare i vari oppositori al regime, anche in Russia c’era un corpo di polizia simile.
    Nelle scuole venivano addottati libri scelti apposta dal regime , i professori dovevano giurare al regime, in Germania venne imposto agli intellettuali un disciplinamento ferroso.
    In Germania inoltre venne attuata una politica razzista nei confronti degli ebrei che insieme agli zingari e omosessuali furono rinchiusi nei campi di concentramento.
    In Russia ci fu una politica simile verso i kulaki ( contadini ricchi ) essi vennero espropriati delle loro terre e accusati di essere dei “parassiti” tutti i kulaki che si opponevano venivano inviato nei gulag che erano dei campi di lavoro forzato.

    1. Hai messo in luce soprattutto le analogie. E le differenze, a parte la differenza tra il razzismo nazista e la politica staliniana contro i kulaki?

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