20 pensieri su “Galileo e Cartesio

  1. Cartesio derivò alcuni tratti della sua visione del mondo e del metodo scientifico di Galileo:

    Sviluppa l’idea galileiana di una scienza fondata essenzialmente sulle “matematiche dimostrazioni” piuttosto che sulle “sensate esperienze”.

    Nel risolvere i problemi complessi in problemi più semplici, facendo astrazione (cioè togliendo certi elementi per arrivare al Principio), per esempio, di tutti quegli elementi che renderebbero complicata la soluzione, usa un metodo simile a Galileo, quando questo implicitamente, ha adottato un approccio simile nei suoi famosi esperimenti immaginari o
    mentali.

    Cartesio utilizza il metodo deduttivo applicandolo in modo diverso, fondendolo col principio base della sua geometria, cioè l’analisi. In questo modo, il sistema deduttivo sara d’aiuto per la ricerca dei primi principi ancora da scoprire.

    1. Interessante la tua tesi che Cartesio abbia utilizzato il metodo deduttivo in modo diverso rispetto a Galileo… A che cosa esattamente ti riferisci?

  2. Cartesio derivò alcuni tratti della sua visione del mondo e del metodo scientifico da Galileo. In particolare, sviluppò l’idea galileiana di una scienza fondata sulle “matematiche dimostrazioni” invece che sulle “sensate esperienze”.

    Secondo Cartesio è necessario ridurre la scienza della natura a geometria, cioè a qualcosa che possa essere studiato senza fare esperimenti. Per fare ciò utilizza il metodo deduttivo partendo dall’analisi, cioè il principio di partenza della sua teoria. Egli infatti, per risolvere i problemi complessi, li divide in problemi più semplici facendo astrazione, cioè rimuove tutti quegli elementi che renderebbero complicata la soluzione in modo da giungere fino al Principio delle cose. Questo metodo è simile a quello adottato da Galileo nei suoi famosi esperimenti immaginari o mentali.

    1. Esattamente. Più precisamente, come rilevato da altri, l’analisi cartesiana (da cui il nome della “geometria analitica” da lui inventata) corrisponde letteralmente al metodo ri-solutivo di Galileo.

  3. Per prima cosa la visione dell’universo che hanno entrambi i due scienziati è che questo sia descrivibile matematicamente poiché è appunto fatto di matematica. Questo presupposto rende gli ideali scientifici dei due matematici molto simili tra loro tanto che entrambi cercano di “leggere” l’universo e riscriverlo, Galileo tramite la sua teoria eliocentrica, Cartesio tramite il suo sistema di assi. Inoltre entrambi sfidano ideali classici con le loro scoperte dando una nuova visione di insieme, il particolar modo credenze legate ad Aristotele. Infine Cartesio e Galileo sono entrambi razionalisti dunque secondo loro l’esperienza legata ai sensi è ingannevole, dunque per fare scienza non ci si deve affidare a questi, ma bisogna utilizzare un ragionamento matematico per raggiungere la verità.

    1. Hai brillantemente collegato le specifiche analogie relative al metodo dei due studiosi con i comuni presupposti culturali (anti-aristotelismo, “pitagorismo”, rifiuto del principio di autorità ecc.).

  4. In seguito a quanto letto in classe e quanto è spiegato nel nostro manuale e sul sito, si può notare che Cartesio derivò da Galileo alcune parti della sua visione del mondo e del suo metodo scientifico. Esse sono le seguenti:
    – Il metodo cartesiano, che consiste nel risolvere problemi più complessi trasformandoli in problemi più semplici grazie all’astrazione, può essere visto come una forma esplicita dell’approccio che aveva Galileo nei suoi esperimenti immaginari o mentali.
    – Il considerare le dimostrazioni matematiche più valide delle percezioni attraverso i sensi è una caratteristica comune sia a Galileo che a Cartesio.
    -Entrambi inoltre ritengono che l’universo si basi su una struttura geometrica e che le sue parti siano in relazione tra loro e queste si possano spiegare attraverso leggi o ipotesi matematiche.

    1. Tutto esatto. Ricordiamo, comunque, che Galileo non ignorava la funzione del “cimento” o esperimento, anche se gli conferiva un ruolo secondario.

  5. Cartesio condivide con Galileo l’idea di scienza intesa come matematiche dimostrazioni, questo perchè Cartesio era razionalista cioè che riteneva solo il sapere e la conoscenza importanti invece le sensate esperienze le considera portanti all’errore. Condivide anche il metodo risolutivo dei problemi di Galileo (problemi immaginari) che prevedeva la scomposizione di questi ultimi in problemi più semplici.

    1. Esatto. Direi anzi che Cartesio teorizza l’approccio “risolutivo” in modo più chiaro e sistematico di Galileo, a cui siamo piuttosto noi ad attribuirlo.

  6. Il metodo galileiano è formato da 4 fasi fondamentali: l’osservazione, l’ipotesi, l’esperimento e la formulazione della legge/principio.
    Tali passaggi si basano sulle capacità dei sensi (osservazione e esperimento) e della ragione (ipotesi e principio).
    Tuttavia Galileo, il più delle volte, considera l’esperimento superfluo in quanto non strettamente necessario a dimostrare la tesi e destinato solamente a far comprendere i principi esposti alle menti più deboli.
    Ugualmente Cartesio, nel proprio metodo (composto anch’esso da 4 fasi fondamentali: l’analisi, l’evidenza, la sintesi e infine (se necessaria) l’enumerazione), sostiene che siano più importanti le “matematiche dimostrazioni” rispetto alle “sensate esperienze”. Questo poiché quest’ultime sono basate sui sensi e, poiché i sensi possono ingannare, anch’esse potranno ingannare a loro volta e, proprio per questo motivo, non si può avere la certezza che gli esperimenti riusciti corrispondano ad una legge universale.
    In conclusione si può affermare che entrambi gli scienziati ritengono gli esperimenti superflui rispetto al ragionamento teorico.

    1. Si, salvo che, come emerge dal tuo stesso discorso, Galileo conferiva al “cimento” un ruolo residuale più rilevante di quanto non facesse Cartesio

  7. Cartesio, fondatore del razionalismo, come Galileo Galilei utilizzó per le sue scoperte un metodo teorico ma allo stesso tempo anche pratico basando la sua scienza sulle matematiche dimostrazioni piuttosto che sulle sensate esperienze (momento osservativo-induttivo). Inoltre Cartesio, per risolvere un problema, cercava di dividerlo in problemi più piccoli in modo da analizzarli singolarmente e renderne la risoluzione più semplice. Questo metodo comprendeva quattro regole principali: l’evidenza(non accogliere mai nulla per vero), l’analisi(risolvere il problema nelle sue parti più semplici), la sintesi (passaggio da conoscenze semplici a complesse) e la revisione (il controllo delle regole precedenti). Questo modo di studiare le cose, anche se privo di molte regole, possiamo paragonarlo al metodo che utilizzò lo stesso Galileo per risolvere i suoi esperimenti mentali, dove la realtà era impossibile per spiegarli.

    1. Hai colto analogie importanti. In che senso il metodo di Cartesio è “anche pratico”? E in che senso il metodo è “privo di molte regole”?

  8. Il metodo di Cartesio è diviso in 4 fasi (come quello di Galileo ): analisi, evidenza, sintesi e enumerazione. Cartesio dice che le dimostrazioni matematiche sono più importanti dell “sensate esperienze”, poichè sono basate sui sensi, che possono ingannare, e quindi non si avrebbe il risultato di un esperimento che corrisponda a un legge universale. Perciò, come anche Galileo, ritiene gli esperimenti inferiori al ragionamento teorico.

  9. Cartesio e quello di Galileo:entrambi sono alla ricerca di una conoscenza valida e cioè di una conoscenza nella quale sia presente una corrispondenza tra il dato ed l’oggetto nella realtà; i due pensatori riconoscono l’importanza della matematica per l’attuazione della conoscenza;infine sia Galileo che Cartesio oltre ad essere definiti come razionalisti, sono anche meccanicisti poiché sostengono che ogni componente della realtà abbia una sua funzione e che tutte le componenti concorrano alla sua funzionalità finale.

    1. Diciamo che i due condividono anche una fiducia nella struttura matematica del reale. Non parlerei tanto di “funzionalità” del reale, ma di “causalità” in senso efficiente.

  10. La principale analogia persistente tra il metodo di Cartesio e quello di Galileo è la sopraelevazione delle dimostrazioni matematiche rispetto all’esperienza dei sensi: poiché entrambi ritengono che questi siano ingannevoli, i due scienziati prediligono il metodo deduttivo rispetto a quello induttivo, che ricava i principi generalizzando i fenomeni osservati attraverso i sensi; la scienza può quindi essere prodotta solo dalle dimostrazioni poiché derivano dalla ragione, che viene considerata l’unica vera fonte di una conoscenza certa. Nel formulare le regole del loro metodo si servono del linguaggio della matematica, il solo capace di spiegare le leggi della natura in un Universo che secondo loro è di tipo geometrico.
    In ultima analisi, cartesio e Galileo sono accumunati dalla loro visione meccanicistica del mondo e dal conseguente rifiuto del finalismo, il quale cerca di spiegare i fenomeni non per come sono (causa efficiente) ma per il fine che hanno.

    1. Tutto molto esatto. Si potrebbe soltanto precisare che il meccanicismo nella sua versione forte, convinta e radicale si ha solo con Cartesio, mentre Galileo gli prepara implicitamente il terreno con le sue scoperte e teorie, ma probabilmente, soggettivamente, in quanto cattolico e da “platonico”, credeva ancora in qualche forma di finalismo, così come non escludeva del tutto il ricorso al “cimento”, all’esperimento. Insomma, i suoi limiti e le sue incongruenze come filosofo (rispetto a Cartesio) sono legate al suo essere ricercatore, scienziato, investigatore a tutto tondo, senza troppi “lacci” teorici.

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