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L'autore del sito è consulente filosofico, docente di filosofia e dottore di ricerca in filosofia politica. È stato segretario nazionale di Phronesis, ha insegnato pensiero politico all'università di Udine. Attualmente è vicepresidente della Società Indologica "L. P. Tessitori".

Come può la consulenza filosofica diventare (sempre più) una professione?

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Da qualche tempo coloro che esercitano la consulenza filosofica si interrogano su una questione che sembra piuttosto grave e urgente:

Come può la consulenza filosofica, in quanto forma della filosofia, diventare (sempre più) una professione?

Per rispondere al quesito propongo tre tesi fondamentali, per argomentare le quali dovrò a più riprese evocare il libro in cui ho trattato estesamente della consulenza filosofica, come forma della filosofia, cercando di sviscerarne le implicazioni epistemologiche, culturali e, per quel che qui interessa, professionaliPlatone 2.0. La rinascita della filosofia come palestra di vita, Milano-Udine, Mimesis 2016  (d’ora in poi “P” – per avere un’idea del contenuto di questo libro si possono leggere due penetranti recensioni: la prima di Davide Ubizzo apparsa sulla rivista “Phronesis” (Anno XIV, numero 25-26, aprile 2016), la una seconda, a cura di Augusto Cavadi, su “Comunicazione filosofica”, n. 38, maggio 2017 -).

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Storia della filosofia? 10 luoghi comuni da sfatare

libro

Ecco una serie di discutibili luoghi comuni (eufemismo, per non dire che si tratta di vere e proprie “leggende metropolitane” che si tramandano perché nessuno ha il coraggio o la competenza per metterle in discussione) nei quali incorrono le ricostruzioni della storia della filosofia – complici anche le Indicazioni ministeriali del MIUR – compiute anche da diversi manuali scolastici in commercio (i cui autori si guardano bene dal correggerli, per tema – si può sospettare – che il proprio prodotto finisca invenduto, dal momento che coloro che dovrebbero adottare tali opere – i docenti di Filosofia – sono tendenzialmente conservatori nelle loro scelte).

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Le “cause” non sono quello che sembrano…

Comunemente si sostiene quanto segue.


Dopo la rivoluzione scientifica del Seicento, con la nascita della filosofia moderna, nell’interpretazione dei fenomeni naturali, non si è più fatto ricorso a cause finali e formali, ma ci si è limitati a spiegare ciò che accade sulla base di cause efficienti (le forze in gioco) e materiali (le masse in gioco), successivamente unificate nel concetto generale di energia.


Questa ricostruzione non dice tutto. Ciò che è accaduto, in Occidente, è qualcosa di più profondo e radicale. Comprenderlo (esercitando, del tutto legittimamente, una rinnovata filosofia della natura) è fondamentale per intendere il senso dell’impresa scientifica contemporanea e i limiti della sua interpretazione meccanicistica (spesso opera degli scienziati stessi).

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