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Un’abissale angoscia

La prospettiva cosmoteandrica, a sfondo (neo)platonico, che su questo sito vado via via delineando è vivacemente contrastata, in me stesso, da due fondamentali ostacoli:

  1. la resistenza che il dominante paradigma meccanicistico offre, quando, ad esempio, invoca a proprio vantaggio i risultati di secoli di successi sperimentali, a fronte delle difficoltà ad accertare “scientificamente” visioni alternative (un esempio di tali difficoltà è offerto del desolante spettacolo di un premio Randi, tristemente ben lontano dall’essere vinto da qualcuno…)
  2. la paura (il sospetto) che il paradigma alternativo che propongo sia solo il frutto del mio disperato desiderio di “senso”, anzi di salvezza

E se questi due ostacoli, in radice, fossero il medesimo?

Se l’ipotesi cosmoteandrica  fosse valida, come dovremmo, infatti,interpretare questo doppio ostacolo?

“Io”, come “noi” tutti, non sarei che una scintilla di un Dio dimentico di se stesso… spronfondato, dunque, nell’abisso della sua angoscia

E di che universo sarà mai capace, quale universo potrebbe “immaginare”, “creare” un tale “Dio” se non un universo desolatamente vuoto,  intervallato qua e là da frammenti di qualcosa, incoerenti, aggregati di schegge di materia (come quelle, ad esempio, che contraddistinguono la fascia degli asteroidi del sistema solare).

L’immagine meccanicistica del mondo potrebbe essere, forse, non solo o non tanto causa della paura che essa suscita in chi cerca, invano, di rintracciarvi indizi di una segreta, divina armonia, ma anche e soprattutto effetto di tale abissale angoscia.

Acqua o H2O?

L’acqua è qualcosa che ti “bagna”, è “trasparente”, è fondamentalmente liquida (solido è piuttosto il ghiaccio, mentre aeriforme è il vapore).

acquaMi si dice che, chimicamente, l’acqua non è che H2O, una molecola costituita di due atomi di idrogeno e uno di ossigeno.

Ma questo non è possibile!

Una tale molecola, isolatamente presa, non bagna e non è trasparente. Non è nemmeno liquida. Ma l’acqua è tutte queste cose. Dunque l’acqua non è H2O.

L’acqua è forse un “insieme” di molecole H2O?

Forse, ma bisogna intendersi sul significato del termine “insieme”.

Nell’ “insieme” in cui consiste l’acqua le molecole di cui è costituita sono in un rapporto reciproco tale che l’acqua sia liquida, trasparente e che bagni. Questo rapporto è determinato dai legami che sussistono tra i singoli atomi delle singole molecole, certamente, ma anche dai legami che vi sono tra ciascuna molecola e tutte le altre (legami determinati anche dalla temperatura a cui queste molecole si trovano, ossia dall’intensità della vibrazione/oscillazione a cui sono sottoposte), dai legami tra tutte queste molecole e le forze, di origine esterna, che agiscono su di esse (nucleari, elettromagnetiche, gravitazionali), dal rapporto tra l’insieme di molecole in questione e chi è in condizioni di percepire questo “insieme” come qualcosa che bagna, trasparente e liquido (dunque dal rapporto tra il fenomeno “acqua” e il soggetto umano percipiente).

In ultima analisi l’acqua è qualcosa che è bensì fatta di molecole costituite, ciascuna, da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, ma essa non si risolve affatto in tale sua costituzione. Le molecole d’acqua sono la “materia” di cui l’acqua, in quanto “sostanza”, è fatta o costituita. Ma l’esistenza dell’acqua richiede molto di più dell’esistenza di atomi di idrogeno e di ossigeno. L’esistenza dell’acqua richiede un’insieme sì, ma di condizioni, non di molecole (l’esistenza di tali molecole è solo una delle condizioni perché si dia acqua). Queste condizioni hanno a che fare con la struttura dell’universo che abitiamo, con la nostra stessa struttura ed esistenza, last but not least con la coscienza che possediamo dell’universo in  quanto soggetti percipienti.