Cristianesimo e filosofia

Dopo la chiusura dell’ultima scuola filosofica pagana, quella di Atene (529 d.C.), in tutto l’Impero Romano e, poi, nei regni e domini che lo seguirono durante il Medioevo europeo la sola “filosofia” accettata fu quella “cristiana”.

  • Ma il cristianesimo è una religione, non una filosofia, perché si basa fondamentalmente sulla fede in Cristo e non sulla “ragione”!

Ma è proprio così? In Cristo l’autore del Vangelo di Giovanni riconosce non altro che l’eterno Lògos (o Verbo), ossia la Ragione attraverso la quale Dio avrebbe creato l’universo (lo stesso termine con cui Eraclito e gli stoici individuavano il principio o arché di ogni cosa).

logos

Come è noto, leggiamo all’inizio di questo Vangelo:

In principio [arché] era il Lògos, il Lògos era presso Dio, il Lògos era Dio.

N.B. Di Lògos in questo senso aveva parlato anche il filosofo ebreo Filone di Alessandria.

In generale, se “amando Dio e amando il prossimo come me stesso” credo di perseguire la felicità (beatitudine), non è questa via (la via cristiana alla salvezza) una via etica, alternativa  quelle p.e. degli epicurei e degli stoici?

Come ogni altra via etica essa scaturisce da precisi fondamenti “ontologici”, “cosmologici,” teologici” e “antropologici” (cioè dipende da un certo modo di intendere l’essere, il mondo, Dio e l’uomo).

Il cristianesimo, dunque, può essere considerato anche come una filosofia, sebbene esso “sfoci” in una religione. Tale era considerato anche dagli antichi. Proprio per questa ragione esso apparve incompatibile con altre “filosofie” al punto che Giustiniano si risolse a chiudere la “scuola d’Atene” nel 529 d.C., dopo che l’imperatore Teodosio, avendo proclamato il cristianesimo “religione di Stato” (Editto di Tessalonica, 380 d.C.), fece chiudere (e distruggere) i templi pagani.

di Giorgio Giacometti