… “della stessa sostanza del Padre”…

Sviluppiamo il tema della deificazione dell’uomo.

Nel “simbolo” niceno-costantinopolitano, sintesi di secoli di ispirate speculazioni teologiche, come è ben noto, il Figlio di Dio è detto

generato, non creato, della stessa sostanza del Padre

Ora, nel Vangelo di Giovanni (1,12-13), una delle principali fonti di questo articolo di fede, leggiamo che “a quanti l’hanno accolto” il Figlio di Dio (il Lògos)

ha dato potere di diventare [a loro volta] figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati

Dunque, generato da Dio non è solo l’Unigenito, ma anche tutti coloro che “si riconoscono”, per così dire, in Lui (“a quelli che credono nel suo nome”). In che senso questo potrebbe essere detto?

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Idealismo e religione

I credenti spesso credono di credere in ciò in cui credono, come a “realtà”. “Realtà” è espressione (riferita alla resurrezione di Cristo o alla comunione dei santi ecc.) che  spesso risuona sulla bocca di sacerdoti formati sui testi di San Tommaso d’Aquino, il cui “realismo” gnoseologico è troppo noto (ma, forse, frainteso).

Tuttavia, bisognerebbe chiedersi se il tentativo di radicare la propria fede in eventi che si pretendono simili a quelli di cui tratta la storia profana non sia, per le religioni, perdente, anzi suicida.

  • Per quale ragione?

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Spirito e Natura

Affinché qualcosa vi sia occorre almeno un organismo vivente, il quale presuppone, a sua volta, che vi sia un ambiente.

  • Ma che dici? Posso immaginare, senza contraddizione, un universo molto simile a quello in cui ci troviamo, nel quale vi siano solo galassie, stelle, gas, senza forme di vita.

Ne sei certo? Sarebbe un universo senza tempo, in cui niente propriamente sarebbe.

  • E perché mai?

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Omicidio stradale, no grazie

  • Finalmente è stata approvata dai due rami del Parlamento una legge sull'”omicidio stradale”. Era ora. Troppe volte gente ubriaca al volante uccideva qualcuno, magari fuggendo dal luogo del delitto, e restava impunita. Spesso i parenti delle vittime li vedevano ancora circolare liberamente per le strade, ancora in possesso della patente…

Non trovi che vi sia qualcosa di demagogico e di incoerente in questa nuova fattispecie di reato?

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Verità e opinione

  • Nel dialogo sull’accettabilità o meno della stepchild adoption hai sostenuto, in buona sostanza, che il modo in cui una coppia o una famiglia debba essere formata sia una questione culturale. Ma a me pare, invece, che vi sia un solo modo naturale in cui famiglie e coppie possano essere formate: le coppie possono essere solo eterosessuali, perché solo tali coppie sono feconde; la famiglia scaturisce, naturalmente, dalla fecondità di una coppia eterosessuale.

In altre parole, a tuo parere, non si può fare che una coppia sia omosessuale o una famiglia sia costituita da due mamme (o due papà) e uno o più bambini, per la stessa ragione per cui non si può fare che un triangolo abbia quattro lati. È così?

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È giusto che coppie gay possano adottare bambini?

È di queste settimana la discussione, sviluppata non solo nel Parlamento italiano, ma anche sui media nazionali,  intorno alla proposta di legge “Cirinnà”, la quale, tra le altre cose, propone la cosiddetta step child adoption, ossia la possibilità, per il partner gay del genitore di un bambino, di adottarlo. Come in molti casi del genere, in cui sono gioco complesse questioni bioetiche,  il dibattito appare l’opposto di un dialogo. Si assiste allo scontro tra schieramenti, i cui membri non sembrano affatto disposti non dico “a mettere in discussione”, ma neppure ad approfondire (auto)criticamente i presupposti da cui muovono, che assurgono in tal modo a veri e propri dogmi.

  • Bisognerà pure rispondere al quesito se sia giusto che coppie gay possano adottare bambini. Tu che ne pensi?

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Non siamo in nessun posto

Ho sognato che non siamo in nessun posto.

Il nostro corpo occupa uno spazio. Grazie al cervello e ad altri organi percepiamo lo spazio che circonda il nostro corpo e il nostro corpo stesso. Ma “noi”, coloro che percepiscono tutto questo, siamo anywhere, ovunque e in nessun luogo. Si potrebbe credere che siamo “dentro” il corpo, ma, non essendo noi stessi corpo, ma avendo piuttosto un corpo, non siamo nello spazio, né dentro, né fuori.

Quando sogniamo, non percepiamo più ciò che circonda il nostro corpo. Percepiamo, perciò, qualcosa di “interno”? Il movimento dei “neuroni”? No, davvero. Percepiamo qualcosa che, come noi, non si trova in alcun  luogo. Dunque si trova ovunque, e non dentro. Sognare è essere altrove. Ovunque.

Campi morfogenetici

Non vedo come un organismo vivente possa essere tenuto assieme, crescere, nutrirsi, reagire agli stimoli, riprodursi, soltanto su basi fisiche e chimiche. Sarebbe come pretendere che pezzi di Lego, variamente combinati e fatti roteare e sbattere gli uni contro gli altri, a caso,  fossero in grado di farlo o che granelli di sabbia di diversa foggia, opportunamente distribuiti, si ordinassero a poco a poco a formare castelli sulla riva del mare.

  • Ma le teorie che invocano “campi morfogenetici”, come quelle di Sheldrake, Weddington, Goodwin e altri, a quanto mi risulta, non sono “scientifiche”.

Possiamo accettare questa precisazione, ma solo intendendo, più precisamente: non sono soggette a “falsificazione empirica”, nel senso di Popper.

  • E ti pare poco?

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di Giorgio Giacometti